DE BORTOLI: FINE NEL 2043? NO, I QUOTIDIANI AVRANNO LUNGA VITA
SUL BLOG DI ALESSANDRA
Vi invito a mandare un commento al video inserito sul suo blog da Alessandra Sau. E’ un’occasione per aprire un dibattito stimolante di cui vorrei dar conto nella prossima edizione della "Giostra multimediale", che sarà scaricabile dalla rete. Ed è anche un’occasione per farmi capire fino a che punto avete maturato o state maturando concetti e passaggi dell’editoria multimediale.
RISULTATI ESONERO e avvertenze
Ecco, finalmente, i risultati dell’esonero del 12 dicembre. Ho atteso 10 giorni a pubblicarli per permettere a tutti di completare e integrare il loro blog. La valutazione sul blog e sul libro recensito ha permesso a molti di migliorare l’arido risultato del test.
“Internet per tutti è il futuro”, video messaggio su YouTube di Barack Obama
"Internet è il futuro e deve essere accessibile a tutti". La rete è in cima all’agenda di Barack Obama. Il presidente eletto degli Stati Uniti, in un video pubblicato su You Tube, ha manifestato il suo impegno ad accrescere le possibilità di ingresso al web grazie alla banda larga in modo che "ogni bambino possa connettersi online". Obama poi ha aggiunto: "Rinnoveremo la nostra autostrada informatica. E’ inaccettabile che gli Stati Uniti siano solo al 15/o posto per quanto riguarda l’adozione della banda larga".
De Kerkhove e Wesh: non frenare la generazione dei Nati Digitali
"I ragazzini nati con Internet? Una generazione si può frenare o aiutare, ma la prosperità di un paese dipende da loro". E’ stato molto netto oggi, all’accademia dei Lincei, il prof. Gary Wesch, docente della Kansas University, nel suo intervento al convegno "Nati digitali, una generazione senza avi", organizzato da Media Duemila e dall’Osservatorio TuttiMedia, con la collaborazione della Fondazione Ugo Bordoni, in ricordo di Giovanni Giovannini che negli ultimi mesi della sua vita si era avvicinato con curiosità a questo tema. "In anticipo sui tempi, come sempre", hanno sottolineato oggi due grandi giornalisti suoi amici: Sergio Lepri e Arrigo Levi, che ne hanno ricordato l’anima del cronista e del testimone del tempo, la passione civile e "la grande nostalgia del futuro". "Un uomo incisivo, vivo, possente; testimonianza per tutta la gioventù di oggi", ha detto il presidente dell’Accademia del Lincei, Giovanni Conso.
Sui Digital Natives il prof. Wesh ha costituito un gruppo di lavoro con 15 studenti per ”integrarsi nella comunita’ di YouTube”. Ne e’ venuta fuori una ricerca intitolata ”Digital Etnography” dalla quale emerge un mondo di realta’ giovanili interconnesse, fatto di ”media che mediano le relazioni umane”.
La fotografia di adolescenti "che non hanno un’idea precisa del futuro, si concentrano piuttosto sul presente. Ma che devono essere coinvolti nel nostro presente comune altrimenti non ci includeranno nel loro futuro".
Wesch si è soffermato sul problema del ”remixing”, la creazione di contenuti multimediali nuovi usando materiali gia’ esistenti protetti da copyright, fenomeno tipico di YouTube e di altri siti del genere. Ma per Wesh "questo tipo di produzione dovrebbe essere protetto dalla legge, anziche’ proibito, per il suo alto valore sociale e creativo".
Sulla stessa linea Derrick de Kerckhove, massmediologo canadese ed erede di Marshall McLuhan. In Corea – ha riferito – il 51% dei bambini tra i tre e i cinque anni usa Internet. I Nati Digitali sono ‘multitasking’, possono cioe’ fare piu’ cose contemporaneamente. Sono transculturali, globali e aggreganti virtualmente". E’ una generazione che si confronta con quella degli Immigrati digitali, coloro, cioè, che sono nati prima di Internet e che faticano a comprendere una realta’ che per gli adolescenti e’ invece scontata. C’è addirittura un’evidenza neurologica di differenze tra chi usa Internet e chi no". Ma è una generazione – ha osservato il direttore del Tgcom, Paolo Liguori – che dagli immigrati digitali non vuole sentire parlare di contenuti, ma solo di tecnologie. Sono i "technofan" descritti da una recente indagine della Nielsen per l’Osservatorio contenuti digitali che si trovano davanti a un conflitto generazionale che non possono risolvere.
In una situazione così nuova e complessa ("nessun futurologo si azzarda a parlarne", ha notato il moderatore del convegno, l’ing. Pierluigi Ridolfi) esiste poi un "caso Italia" messo in luce da Elisabetta Mughini, dell’agenzia Nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica. L’Italia – è stato osservato al convegno – è un paese con un’alfabetizzazione informatica che dovrebbe essere fatta da capo, a cominciare dai docenti. Un paese dove prospera una "gerontocrazia intellettuale" – ha detto il prof. Paolo Ferri, dell’Università di Milano Bicocca – e dove a scuola bambini e ragazzi si annoiano perché non si trovano nel loro mondo che è quello degli ‘screenagers’, che vivono ogni giorno a contatto con 5 o 6 schermi, da quello della tv a quello del telefonino. Eppure da noi fa fatica a entrare in classe quella "lavagna multimediale" che troviamo in tutte le scuole inglesi.
Anche l’Italia, in questo momento di crisi, deve prendere – secondo De Kerkhove – decisioni coraggiose per aiutare i giovani.
Tra l’altro ha detto "bisogna aprire l’accesso ad Internet, non chiuderlo", respingendo le paure che criminalizzano il mezzo.
Per il governo, il sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca, Giuseppe Pizza, ha garantito grande attenzione al tema delle giovani generazioni, sempre più multicanali e interconnesse, pronte all’ibridazione e cariche di creatività.
"Sarà uno dei temi più importanti – ha affermato – per il prossimo futuro.
Regolamentazione dei blog: le proposte, le proteste e l’incubo del ROC
In rete si dibatte sulle nuove proposte di legge di regolamentazione dei blog che comporterebbero alcuni rischi per una serie di siti. La falla più pesante, in particolare – secondo un articolo di Punto Informatico – "si troverebbe nella nuova definizione di prodotto editoriale "pubblicato nella rete Internet". Perché un sito venga considerato in questo modo, infatti, deve valere una qualsiasi di sette condizioni. Tra queste non c’è solo la sussistenza di una redazione giornalistica o la riproposizione su web dei contenuti di un giornale cartaceo, ma anche quanto previsto dal "punto b" dell’articolo 2 comma 1, un assai più generico "il gestore o gli autori delle pagine ne traggano profitto". Questa definizione, associata al fatto che la proposta legge si applicherebbe a pressoché qualunque sito si focalizzi su "la pubblicazione o la diffusione di notizie di attualità, cronaca, economia, costume o politica" si può tradurre, dicono gli esperti consultati da Punto Informatico in queste ore, in nuovi obblighi per qualsiasi sito il cui gestore tragga profitto di qualsiasi genere (non solo economico) dalla propria attività".
Il web non fa più paura ai giornali, gli esempi del Daily Telegraph e del Los Angeles Times
I giornali in crisi cambiano pelle. Scoprono che internet e’ un mezzo e non un fine. E che grazie alle nuove tecnologie possono addirittura fare concorrenza alla televisione. Secondo un report dell’Inma (International Newsmedia Marketing Association) diverse redazioni stanno cercando di mettersi in sintonia con i blogger. L’inglese Daily Telegraph ha deciso di inserire almeno un link nella maggior parte dei propri articoli. Il Los Angeles Times ha lanciato un progetto che prevede l’affiancamento dei blogger losangelini ai propri redattori. Cresce anche l’investimento per il marketing, in particolare per rafforzare il brand. E ci sono pure dei paesi, al contrario di quelli Usa ed europei, che vedono i giornali in crescita come, ad esempio, in Brasile. (Fonte Netlife del 16 ottobre 2008)
Andrea Nardini e Raffaela Pizzari: due esperienze di editoria a confronto
Vi ricordo che oggi vengono in Aula Informatica Andrea Nardini, laureato Lumsa, e Raffaele Pizzari, laureando. Li metteremo a confronto sulle rispettive esperienze di business legate all’editoria.
Capire la prima generazione di nativi digitali: un libro e un convegno
E’ il momento dei Nativi Digitali. Negli Usa Bernardo Parrella, giornalista e traduttore sui temi del digitale, che vive da tempo negli Stati Uniti segnala sulla Webzine Apogeonline l’uscita di Born Digital: Understanding the First Generation of Digital Natives, un libro di recente uscita negli Stati Uniti. Il progetto prevede anzi utili appendici online dove discutere e ampliare continuamente le tematiche ivi affrontate. Un testo che va a completare il trittico di pubblicazioni rilasciate nel 2008 per il decennale del Berkman Center for Internet & Society (Harvard University), a compimento di altrettanti studi cruciali per comprendere e partecipare al meglio i molteplici aspetti di un pianeta digitale in costante mutamento. Gli altri due volumi sono Access Denied: The Practice and Policy of Global Internet Filtering e The Future of the Internet. And How to Stop It.


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